9. Amici e collaboratori

Ernő Rubik ha contatti con persone di cultura fin da piccolo: suo padre, Ernő Rubik Sr. (1910 - 1997), era, infatti, un ingegnere aerospaziale che aveva fondato l'azienda Rubik, che si occupava della produzione di velivoli. Forse fu proprio l'essere a contatto con il lavoro del padre a spingere il futuro inventore del cubo a intraprendere studi di ingegneria.



Ernő Rubik Sr, il padre del famoso inventore


Si dice che Ernő avesse interessi non condivisi dai suoi coetanei, come il kayak sul Danubio o la risoluzione di rompicapi e puzzle. Per questo motivo, durante la gioventù, è sempre stato un ragazzo solitario e poco compreso dai suoi compagni di classe. Ma è proprio per queste sue passioni fuori dal comune che si ritrovò, da adulto, a voler sperimentare con i rompicapi, e quindi a inventare il famoso cubo.

In un'autobiografia che non è mai stata pubblicata per il grande pubblico, chiamata "Rubik on Rubik", Ernő afferma che il suo vero amico era Renni, un setter irlandese che gli teneva compagnia durante le giornate.


Una figura fondamentale che è stata a contatto con Rubik è Tibor Laczi, un appassionato di matematica che nel novembre del 1978, mentre era fermo in un locale ungherese, vide per la prima volta il cubo (a quel tempo venduto solo in Ungheria dall'azienda statale Konsumex). Lui decise di chiedere a Konsumex di commercializzare il cubo in tutto il mondo, senza successo, e quindi ottenne un incontro con Rubik. Grazie a Laczi, che portò il cubo a una fiera a Norimberga, il cubo fu poi venduto da Ideal Toys in tutto il mondo.


L'altra persona fondamentale per Rubik è proprio Tom Kremer (1930 - 2017), che alla fiera di Norimberga notò il cubo portato da Laczi. Kremer era il fondatore dell'azienda di giocattoli Seven Towns, e con Rubik firmò il contratto con Ideal Toys nel 1979.


Ernő Rubik (a destra) con Tom Kremer (a sinistra)



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