3. La scienza
Il cubo e l'orologio di Rubik appartengono alla disciplina scientifica della matematica. Essi sono infatti strettamente legati alla matematica (basti pensare che la loro risoluzione si basa su un algoritmo composto da varie mosse a seconda della configurazione che si vuole risolvere) e alla geometria, soprattutto nel caso del cubo, la cui realizzazione obbligò Ernő Rubik a risolvere problemi di assemblaggio: egli infatti voleva ottenere un cubo molto solido, ma che garantisse il movimento di tutti gli elementi.
Proprio per i problemi che il cubo sottoponeva all'utilizzatore, esso si diffuse subito tra la comunità di scienziati e matematici ungheresi.
La storia dei rompicapi matematici ha origine ben prima della nascita del cubo di Rubik: le opere di matematica ricreativa si diffondono notevolmente tra Seicento e Settecento, ma esistevano già nei secoli precedenti. Un esempio sono i quadrati magici, di cui si hanno testimonianze fornite da autori arabi e della Cina antica. Proprio in Cina, intorno al 650 a.C. si rappresentò per la prima volta il "Lo Shu", ovvero un quadrato magico di dimensioni 3x3. Ma cos'è un quadrato magico? E' un quadrato, di dimensioni variabili, in cui ogni riga, colonna e diagonale presenta numeri che, se sommati, danno lo stesso risultato.
Rappresentazione de Lo Shu: è spesso rappresentato con una tartaruga perché secondo la leggenda l'imperatore Yu lo ha visto inciso sul guscio di una tartaruga che comparve dopo le inondazioni del fiume Lo, causate dall'ira del dio del fiume.
I rompicapi venivano usati non solo a scopo ricreativo, ma erano veri e propri supporti per la didattica per aiutare gli studenti ad apprendere nozioni di aritmetica e geometria.
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